Trasporto merci e persone, necessarie misure urgenti. Le proposte di CNA Fita per autotrasporto, Taxi, Ncc e consegna merci nei centri urbani

Misure concrete per abbattere il costo del carburante “aziendale” tramite credito d’imposta, regole chiare per le piattaforme tecnologiche e introduzione delle targhe professionali di Taxi e NCC in modo da evitare il proliferare dell’abusivismo e operatori irregolari low cost, ristori a fondo perduto nel decreto Sostegni-ter estesi anche a Taxi e Ncc colpiti dalla riduzione degli affari a causa della pandemia, attivazione dell’archivio nazionale delle strade per migliorare la rete viaria, sviluppo di un programma nazionale di distribuzione urbana delle merci tramite hub logistici all’avanguardia. È una vertenza a tutto tondo, quella che CNA Fita nazionale, insieme alle CNA Fita territoriali, compresa quella del Trentino-Alto Adige, a sostegno delle categorie dei trasporti, sia merci sia persone.

Un documento articolato della CNA Fita è stato consegnato al viceministro del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Alessandro Morelli, mentre prosegue il confronto con la viceministra Teresa Bellanova, che ha garantito la messa a disposizione da subito, per il settore, di risorse aggiuntive attraverso misure che ammontano nell’insieme a 80 milioni di euro e che saranno ripartite tra le voci Lng, AdBlue, spese non documentate e pedaggi autostradali.

L’emergenza prioritaria – secondo CNA Fita – è il caro carburante e la necessità di calmierare i prezzi. A fronte delle più recenti impennate, che si sommano al peso di accise e IVA, si registra un prezzo finale del gasolio alla pompa pari a 1,708 euro/litro, tale da evidenziare un aumento di 39 centesimi rispetto allo stesso periodo del 2020 (1,316 euro/litro). A livello pratico per una impresa, ciò si traduce in circa 13.000 euro annui di costi aggiuntivi per effettuare il rifornimento di un camion tipo (33mila litri per 100mila km di percorrenza annua). Ancor più significativo è l’aumento del prezzo del metano per autotrazione, il quale, rispetto al 2018 registra una maggiorazione pari all’86,60%. Per paradosso, una stangata che penalizza le imprese che hanno effettuato investimenti green. “Tante imprese del trasporto merci rischiano, nel breve periodo, di cessare l’attività – afferma Juri Galvan, presidente di CNA Fita Trentino-Alto Adige – tenendo conto anche dei contemporanei innalzamenti dei prezzi di additivi e pneumatici. La soluzione prospettata da CNA Fita è alleviare l’incidenza delle imposte che concorrono alla determinazione del prezzo finale del carburante tramite un credito di imposta idoneo a compensare l’esplosione dei costi di gasolio e metano per gli operatori del trasporto merci e persone.

Tra gli altri temi sollevati, CNA Fita ritiene che, per permettere uno sviluppo armonico dei comparti NCC e Taxi, appare improcrastinabile la regolamentazione delle piattaforme tecnologiche, riconoscendo la differenza tra piattaforme di pura intermediazione e piattaforme che svolgono, in modalità aggregata, l’attività di trasporto, le quali andrebbero incentivate, canalizzando risorse derivanti dal PNRR. CNA propone, inoltre, l’introduzione delle targhe professionali, onde qualificare (a livello di riconoscimento visivo) gli operatori che posseggono un regolare titolo autorizzativo. Questo faciliterebbe il transito sulle corsie preferenziali e consentirebbe l’accesso nelle zone a traffico limitato, anche quelle nelle nostre città come Bolzano, Merano, Trento, Rovereto, in un contesto in cui si profilano sempre maggiori restrizioni per l’ingresso nei centri urbani.

CNA Fita sottolinea come la velocità commerciale media in Italia, e la nostra regione non fa differenza, sia di 40 km/h a causa delle pessime condizioni delle strade. Da qui la proposta di un archivio nazionale delle strade che monitori lo stato tecnico, il numero di incidenti, la frequenza di cantieri per fare le dovute pressioni a enti proprietari o gestori o concessionari.

Infine la distribuzione urbana delle merci, tema sempre più imprescindibile, visto il boom delle consegne online dell’e-commerce, tema caldo anche a Bolzano e Trento. CNA Fita propone di rivedere la programmazione delle aree di carico e scarico e di fare affidamento su hub logistici territoriali all’avanguardia alle porte delle città, riconvertendo strutture pubbliche dismesse o rigenerando spazi urbani sottoutilizzati.