Tempi di pagamento della Pubblica amministrazione Fa bene la Corte di Giustizia europea a condannare l’Italia

“Tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione: fa bene la Corte di Giustizia europea a condannare l’Italia. Un tema che deve essere esaminato anche dalle Province di Trento e Bolzano. Vero che nella nostra regione la situazione dei pagamenti è migliore rispetto al resto d’Italia, ma permangono alcuni settori con tempi ancora lunghi e soprattutto si verificano sempre più frequenti casi di mancato pagamento dei subappaltatori”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige. 

“Lo Stato – sottolinea il presidente di Cna regionale – avrebbe dovuto assicurare il rispetto da parte delle pubbliche amministrazioni, nelle loro transazioni commerciali con le imprese private, di termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni”.

Nella sentenza Commissione/Italia (Direttiva lotta contro i ritardi di pagamento C-122/18) pronunciata il 28 gennaio 2020, la Corte di giustizia europea, riunita in Grande Sezione, ha constatato una violazione da parte dell’Italia della direttiva 2011/7/UE, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, in quanto tale Stato membro non ha assicurato che le sue pubbliche amministrazioni, quando sono debitrici nel contesto di simili transazioni, rispettino effettivamente termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni di calendario, quali stabiliti all’articolo 4, paragrafi 3 e 4, di tale direttiva.

La Commissione europea ha proposto contro l’Italia un ricorso per inadempimento dinanzi alla Corte. L’Italia ha sostenuto, a propria difesa, che la direttiva 2011/7 impone unicamente agli Stati membri di garantire, nella loro normativa di recepimento di tale direttiva e nei contratti relativi a transazioni commerciali in cui il debitore è una delle loro pubbliche amministrazioni, termini massimi di pagamento conformi alla direttiva nonché di prevedere il diritto dei creditori, in caso di mancato rispetto di tali termini, a interessi di mora e al risarcimento dei costi di recupero.

La Corte ha respinto questa argomentazione dichiarando la direttiva 2011/7 impone agli Stati membri di assicurare il rispetto effettivo, da parte delle loro pubbliche amministrazioni, dei termini di pagamento.

“Purtroppo siamo stati facili profeti – prosegue il presidente di CNA regionale – la Pubblica Amministrazione non rispetta la legge sui tempi di pagamento nei confronti dei propri fornitori e ora subiamo la condanna della Corte di giustizia europea, su ricorso della Commissione Ue. È dal 2013, anno di entrata in vigore in Italia della norma di recepimento della direttiva europea del 2011 contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che denunciamo il problema, anche in sede di Province autonome di Trento e Bolzano, e proponiamo la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la PA quale soluzione concreta ed efficace per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione”.

Relativamente al peso dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione verso le imprese fornitrici di beni e servizi, nel 2018 l’Italia detiene il record negativo in Europa, con una quota pari al 3% del PIL, il doppio rispetto all’1,6% della media dei Paesi UE.  In settore dell’edilizia, in particolare ha un ritardo medio dei pagamenti che supera ancora i 4 mesi e che ha prodotto un totale di 6 miliardi di arretrati a danno delle imprese.

“Una situazione inaccettabile – conclude Corrarati – che nella nostra regione si estrinseca soprattutto nei ritardi di pagamento ai subappaltatori, nonostante la grave crisi che ha investito in questi anni il settore e che ancora comporta una forte restrizione di liquidità a danno delle imprese e quindi dell’intera economia. Il Governo italiano è costretto ora a fare sotto procedura di infrazione europea ciò che non ha fatto di propria iniziativa in questi anni”.