Spese sostenute per incentivare il cablaggio in fibra FTTH degli edifici, arriva il “Digital Bonus”

Un emendamento alla legge di Bilancio 2021, firmato congiuntamente da parlamentari di PD, M5S, FI, FdI, Lega e IV, ha introdotto un credito di imposta del 110% (definito “Digital Bonus”) per le spese sostenute per incentivare il cablaggio in fibra FTTH degli edifici.

Per poterne usufruire, le spese dovranno essere “finalizzate all’adeguamento degli stabili per le opere di realizzazione di infrastrutture fisiche interne adatte al passaggio di cavi in fibra ottica per la costruzione di reti di comunicazione ad alta capacità, prevedendo la necessaria separazione tra cavi per telecomunicazioni, cavi elettrici e cavi per servizi di videocitofonia, sorveglianza, telerilevamento”.

Inoltre, è specificato nell’emendamento, se l’infrastruttura interna realizzata sarà di proprietà del condominio, le reti in fibra che passano al suo interno resteranno di proprietà dell’operatore o degli operatori che le posano; in pratica, secondo l’emendamento, l’infrastruttura (tutta) è di proprietà del condominio, ma le fibre, che dell’infrastruttura fanno certamente parte, sono proprietà delle Telco.

Altro aspetto preoccupante è la previsione che, dopo la approvazione definitiva della legge di Bilancio, l’AGCOM avrà 60 giorni di tempo per indicare le specifiche tecniche per i cavidotti interni ai condomini, per il raccordo delle reti di comunicazione con gli stessi e, soprattutto, per l’accesso degli operatori sul mercato. Gli stessi operatori di settore che effettueranno i lavori di cablaggio, specifica l’emendamento, dovranno inoltre essere qualificati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nella medesima delibera con la quale saranno indicate le specifiche tecniche.

Ancora una volta, a nostro parere, si cerca di bypassare gli installatori per favorire le compagnie telefoniche e si fa finta di non sapere che la qualifica di chi opera negli impianti elettronici non la deve certo dare l’AGCOM.  C’è infatti una legge dello Stato, il DM 37/08, che, piaccia o non piaccia, determina i requisiti tecnico-professionali che devono possedere i Responsabili Tecnici delle imprese abilitate ad installare o manutenere gli impianti.

Sulla installazione degli impianti multiservizio, poi, l’11 maggio 2015 il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) ha definitivamente approvato le “Linee guida per l’applicazione del DPR 380/01, art. 135-bis, come modificato dalla Legge 11 novembre 2014 n. 164” ai sensi delle quali le imprese del settore abilitate ai sensi del DM 37/08 hanno ora il quadro normativo per certificare a regola d’arte gli impianti in oggetto.

Non si riesce a comprendere il ruolo improprio che il legislatore ha voluto attribuire ad AGCOM sia in materia di “qualifica” degli operatori che di indicazione delle specifiche tecniche per i cavidotti interni ai condomini.

Abbiamo pertanto inviato al Ministero una nota nella quale, riepilogando quando sommariamente vi abbiamo descritto, chiediamo ufficialmente la riapertura del tavolo ministeriale sull’impianti multiservizio che non si riunisce, neanche in video, da circa 1 anno.

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