Ripresa Trentino: ampliati i finanziamenti ed estesi i tempi di applicazione

ESTERNO DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA TRENTO 15 LUGLIO 2014 FOTO PAOLO PEDROTTI

Il Protocollo Ripresa Trentino ha permesso l’erogazione, al 15 luglio, di circa 186 milioni di finanziamenti a favore di operatori economici danneggiati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. Forte dei risultati raggiunti, la Giunta provinciale ha dato oggi il suo via libera – su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli – all’Atto aggiuntivo al Protocollo d’intesa siglato a suo tempo con Cassa del Trentino e il sistema bancario al fine di recepire le maggiorazioni previste in materia dalla normativa nazionale (la legge 40 del 5 giugno 2020). I nuovi finanziamenti richiesti a valere sul Plafond Banche 2 bis o quelli ancora in fase di istruttoria, potranno pertanto essere estesi fino ad un massimo di 30.000 euro (anziché 25.000) per una durata di 10 anni (anziché di 6).

Tra le varie misure di sostegno connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 contenute nella legge provinciale 2/2020, è prevista la concessione di contributi provinciali in conto interessi a fronte dell’attivazione di linee di credito perfezionate con banche e intermediari finanziari aderenti all’apposito Protocollo di intesa dello scorso marzo. Le recenti norme nazionali hanno, tra il resto, ampliato alcune tipologie di intervento riguardanti l’operatività del Fondo Centrale di Garanzia Pmi, istituto rivelatosi cruciale per la concessione di molti finanziamenti erogati sul territorio provinciale attraverso il Protocollo Ripresa Trentino.

L’Atto approvato oggi  da un lato contiene alcuni chiarimenti interpretativi, dall’altro recepisce appunto la normativa nazionale, affinché gli operatori economici richiedenti un finanziamento a valere sul Plafond Ripresa Trentino ne possano beneficiare.

Relativamente alle linee di finanziamento 2 bis già erogate (ad oggi 273 per un totale di 5,8 milioni di euro) viene riconosciuta la possibilità in capo alle banche di fornire le integrazioni agli operatori economici che hanno già ottenuto il finanziamento (di importo massimo pari a euro 25.000) ma, in questo caso, non è prevista un’estensione della copertura del contributo provinciale in conto interessi. Ciò avrebbe infatti interferito con l’attività istruttoria bancaria in corso relativa alle domande di finanziamento Ripresa Trentino.

Con l’Atto aggiuntivo vengono apportate inoltre alcune ulteriori modifiche e integrazioni al Protocollo, in particolare:

– è emersa la necessità di specificare che tra le spese finanziabili non rientrano i debiti/contenziosi fiscali pregressi, coerentemente alla regolamentazione del Fondo e alla finalità del suo intervento. Tale integrazione è stata richiesta da Confidi: le risorse garantite dovrebbero infatti essere reimmesse nel circolo economico. Il timore è che vi possano essere abusi nell’utilizzo delle risorse per fronteggiare debiti/contenziosi fiscali pregressi, e in tal caso il Fondo non potrebbe intervenire;

– a tutela degli operatori economici, sono state limitate le garanzie accessorie richieste per la quota non garantita dal Confidi, prevedendo il limite massimo del 100% del valore del finanziamento concesso;

– per le imprese agricole è stato previsto (coerentemente alla regolamentazione del Fondo) l’intervento del Confidi Cooperfidi nella linea di finanziamento Banche 2 bis, al fine di attivare la copertura del Fondo Centrale di Garanzia. Per questa particolare tipologia di operatori economici, il Fondo garantisce infatti il finanziamento soltanto in caso di controgaranzia di un confidi agricolo;

– per ottimizzare la tempistica di erogazione, viene stabilito che le banche procedono all’erogazione del finanziamento una volta deliberata la garanzia da Confidi (anche nelle more dell’accettazione dell’intervento del Fondo Centrale di Garanzia);

– gli enti di garanzia potranno intervenire nella misura massima consentita dalla normativa vigente e dalle caratteristiche dell’operazione (e non più fino all’80%).

Le modifiche saranno inserite nella piattaforma Ripresa Trentino, messa a disposizione per semplificare e velocizzare l’adozione delle misure previste dal Protocollo, entro il 20 luglio.