Ripartenza delle imprese zavorrata da responsabilità dei datori di lavoro sui contagi e accesso al credito. Le proposte di CNA Nordest

Responsabilità dei datori di lavoro nel caso in cui un dipendente contragga il Coronavirus e difficoltà di acceso al credito per le aziende meno strutturate sono due spade di Damocle pesantissime per la ripartenza delle aziende del Nordest, in particolare le micro, piccole e medie imprese. A lanciare l’allarme è la CNA Nordest, i cui vertici si sono riuniti in videoconferenza per un confronto sui tempi e sulle modalità della ripartenza nei rispettivi territori.

“È indispensabile introdurre una misura legislativa che escluda la responsabilità degli imprenditori nel caso un dipendente contragga il Coronavirus. Lo prevede la direttiva europea datata 12 giugno 1989 che consente agli Stati di escludere la responsabilità dei datori di lavoro per atti dovuti a circostanze estranee, anormali, imprevedibili, eccezionali, le cui conseguenze non avrebbero potuto essere evitate nonostante tutta la diligenza possibile”, ha affermato Claudio Corrarati, portavoce di CNA Nordest e presidente di CNA Trentino Alto Adige, che ha aggiunto: “La Provincia di Bolzano, che con propria legge ha appena riaperto tutte le attività economiche fruttando l’Autonomia, e la Provincia di Trento, che ha analoghe competenze, facciano da apripista in Italia e nel Nordest recependo direttamente la direttiva europea del 1989 per alleggerire le imprese da questo rischio”.

“Le attività economiche non possono riprendere serenamente – ha affermato Nello Coppeto, presidente di CNA Friuli Venezia Giulia – lasciando artigiani e imprenditori nello stato di incertezza giuridica creato dal riconoscimento del contagio come infortunio sul lavoro anche per ambienti di lavoro non sanitari in base all’articolo 42 del Dl 18/20 Cura Italia”.

“Nessuno può essere chiamato – ha precisato Alessandro Conte, presidente di CNA Veneto – a rispondere di un rischio generico di salute del quale non può controllare la fonte. Gli imprenditori già fanno tutto il possibile per limitare il contagio, ma il quadro giuridico è inadatto, purtroppo, alla pandemia. E la nostra organizzazione sta sostenendo gli imprenditori nelle iniziative mirate a garantire la salute, in particolare applicando e rispettando i Protocolli condivisi di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19”.

CNA Nordest chiede al Governo, unitamente a CNA Nazionale, un intervento legislativo che consenta alle imprese di lavorare nel rispetto delle regole e senza temere un’attribuzione di responsabilità non dovuta.

Sul tema dell’accesso al credito, le tre CNA del Nordest hanno verificato le notevoli difficoltà, in tutti i territori, di ottenere credito dalle banche, soprattutto per le PMI meno strutturate e per quelle con i conti non in linea con i parametri bancari di valutazione in vigore anche prima dell’emergenza Covid-19.

“Di fronte ad una pandemia che danneggia seriamente l’economia – affermano all’unisono i presidenti delle CNA del Nordest – è necessario che le Regioni e le Province Autonome potenzino i fondi di dotazione e rafforzino i ruoli dei consorzi di garanzia. È altresì indispensabile che gli Istituti di Credito utilizzino maggior flessibilità nella valutazione delle imprese, tenendo conto dell’impatto immediato del lockdown sui fatturati e della minor redditività e produttività che provocheranno le riaperture con forti limitazioni per motivi di sicurezza”.

Nelle foto: la videoconferenza odierna di CNA Nordest