Osservatorio CNA. Installazione impianti, la burocrazia costa ad un’impresa oltre 8000 euro e 230 ore di lavoro all’anno. Serve una burocrazia snella e basata sulla fiducia tra aziende e Stato

Un vero e proprio calvario burocratico quello al quale sono sottoposti in Italia gli installatori e i manutentori di impianti. Ogni anno un’impresa di questo settore deve dedicare alla burocrazia ben 230 ore, per un totale di costi in dodici mesi di 8.100 euro e un reddito complessivo sottratto al settore di 1,1 miliardi di euro. La fotografia è emersa dall’Osservatorio CNA “Comune che vai burocrazia che trovi” presentato in questi giorni a Roma. Giunto alla terza edizione, l’Osservatorio CNA che misura l’enorme peso, e i grandi costi, della burocrazia sulle imprese quest’anno è dedicato agli adempimenti più gravosi, legati alla transizione ecologica, per le imprese artigiane del settore della moda e dell’installazione di impianti. Se si guardano i dati nazionali, solo 4 Comuni su 10 hanno adottato il libretto nazionale degli impianti termici e nei libretti regionali vengono richieste fino a 110 informazioni.

Bene per quanto riguarda la nostra regione il catasto digitale degli impianti termici. Il Trentino Alto Adige, infatti, è tra le dodici regioni italiane che hanno già attivato questo catasto. I corsi di aggiornamento per la qualificazione di installatore di impianti a fonti energia rinnovabile (FER) sono attivi nella nostra regione soltanto a partire dal 2018, poco prima di Abruzzo e Campania (che hanno attivato i corsi nel 2019) e Molise e Calabria (2020). Tra gli altri punti critici spiccano la gestione dei rifiuti con una doppia iscrizione all’albo per trasportare i rifiuti dal cliente alla sede dell’impresa per un totale di 1000 euro di costi all’anno e la periodicità dei controlli sugli impianti domestici che varia, a seconda delle regioni, da uno a quattro anni.

Tra le proposte a livello nazionale spiccano quelle di unificare i catasti informatici con un’unica piattaforma nazionale, predisporre una piattaforma nazionale per l’invio della dichiarazione di conformità e istituire una cabina di regia dedicata al coordinamento delle attività di ispezione e di controllo. Anche per Andrea Vecchiato, presidente dell’Unione Installazione e Impianti CNA Alto Adige, la strada da seguire è l’uniformità: “Proponiamo regole uguali per tutti dal Brennero a Lampedusa: sarebbe già una valida sburocratizzazione. Attualmente chi ottiene un appalto o un incarico in una regione limitrofa deve controllare se ha la documentazione in regola, pur avendo seguito corsi e conseguito patentini analoghi a quelli dei colleghi delle altre regioni. Differenze che riscontriamo non solo tra regioni vicine, ma addirittura tra province e comuni confinanti. Persino nell’applicazione del Superbonus 110%, che è un incentivo nazionale, in ogni territorio si sono sviluppate modalità diverse di attuazione, ad esempio sulla cessione del credito: in alcuni regioni sono procedure piene di documenti da compilare ed esibire, in altre sono completamente sburocratizzate”.

 “L’osservatorio CNA – commenta Claudio Corrarati, presidente CNA Trentino Alto Adige – ancora una volta mette in evidenza il peso burocratico che attanaglia le nostre aziende. Una burocrazia snella, basata anche sulla fiducia tra impresa e Stato, deve essere alla base della tanto auspicata riforma. Solo così si permetterà alle imprese di poter correre veloce e in modo competitivo sui mercati del lavoro”.