L’Asse del Brennero si riappropri del ruolo di motore dell’economia e collegamento nel cuore dell’Europa. Le proposte CNA al webinar nazionale

Un tavolo di lavoro coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, con le associazioni di categoria, le Camere di commercio e le Istituzioni territoriali, per tracciare il futuro dell’Asse del Brennero nel contesto europeo, superando i divieti austriaci e delineando un ruolo su misura che garantisca lo sviluppo economico e gli spostamenti di persone e merci in un corridoio fondamentale per collegare il Nord e il Centro Europa con il Mediterraneo. È la proposta lanciata dal Prof. Enrico Giovannini, Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, questa mattina (19 maggio 2021), nel corso del webinar “Il Brennero e la politica dei trasporti attraverso le Alpi”, organizzato dal sistema camerale nazionale tramite Uniontrasporti, al quale hanno partecipato i vertici del mondo politico ed economico italiano. L’opinione unanime è che occorrono soluzioni condivise, non divieti di circolazione unilaterali.

Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige, ha espresso l’apprezzamento di CNA per la soluzione indicata dal ministro: “Le infrastrutture stradali, ferroviarie e digitali – ha detto Corrarati – sono un’opportunità di collegamento tra i popoli, prima ancora che per le merci e per il settore dell’autotrasporto. Crediamo che il tavolo debba muoversi nell’ottica della tripla E: Ecologia, Economia, Europa. Occorre trovare soluzioni di ampio respiro, tenendo conto dei divieti austriaci che sono un problema ma non l’unico problema”.


Corrarati ha aggiunto: “L’Asse del Brennero diventi un’opportunità per tutti, anche per i territori attraversati, senza attendere il completamento del tunnel ferroviario e delle tratte d’accesso. I 24 milioni di veicoli l’anno che percorrono l’Autobrennero, inaugurata nel lontano 1974, pagano un pedaggio, che, se ben utilizzato, può supportare investimenti in infrastrutture come la circonvallazione di Bolzano, la Cispadana (Reggiolo-Rolo-Ferrara Sud), la Campogalliano-Sassuolo, la terza corsia Verona-Modena, il by-pass tra Trento e Rovereto. Dobbiamo fare in modo, però, che chi si sposta per turismo utilizzi altre infrastrutture di trasporto, e che arrivato a  destinazione trovi il car sharing e altri sistemi di green mobility. L’asse viario venga lasciato alle aziende, all’autotrasporto, a chi si sposta per lavoro. I soldi dei pedaggi potrebbero incentivare il ricambio dei veicoli pesanti con alimentazioni più ecologiche e può supportare la realizzazione di servizi che consentano alle persone che vivono di autotrasporto di operare in condizioni dignitose. Prima ancora dei rincari del costo delle merci, dei ricavi ridotti, delle aziende in difficoltà, che sono problemi gravi da affrontare, riportiamo al centro le persone, i lavoratori e gli imprenditori, oggi costretti a stare ore in coda per 150 chilometri”.

La politica dei trasporti sull’asse del Brennero è un tema controverso e molto discusso di cui il sistema camerale italiano si sta occupando da tempo. Problemi centrali sono i divieti di circolazione discriminatori emessi dal Tirolo, gli effetti degli stessi sul traffico merci che attraversa le Alpi e le misure per renderlo più efficiente e sostenibile.

Il gruppo di lavoro “Brennero” delle Camere di commercio del Nordest ha incaricato la propria società inhouse Uniontrasporti, addetta a tutte le questioni legate alla mobilità, di stendere in merito una relazione, che è stata presentata oggi nel corso dell’evento online.

Dopo l’apertura dell’incontro da parte di Carlo Sangalli, Presidente di Unioncamere, il Prof. Enrico Giovannini, Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, ha sottolineato nel suo intervento l’importanza che il Brennero riveste per l’economia italiana: “Il Brennero è fondamentale per il futuro dell’economia e dell’Italia. È cruciale che ci sia cooperazione e coordinamento tra i Paesi europei per promuovere uno sviluppo del corridoio del Brennero che tuteli le prerogative delle industrie italiane e i principi fondamentali dell’UE, come la libera circolazione delle merci e la concorrenza leale. Per questo sostengo la tesi del sistema camerale secondo cui i divieti unilaterali imposti dal Tirolo non sono conformi al diritto europeo e auspico si trovino soluzioni congiunte a breve termine.”

È seguita una breve introduzione di Alberto Zambianchi, Presidente di Uniontrasporti e Unioncamere Emilia-Romagna. Successivamente Antonello Fontanili, Direttore di Uniontrasporti, ha presentato la relazione, illustrando le problematiche dei divieti di circolazione del Tirolo, lo stato di avanzamento dei lavori della Galleria di Base del Brennero e le proposte alternative elaborate dal sistema camerale per risolvere le criticità del corridoio del Brennero.

Anche durante la tavola rotonda – a cui hanno partecipato Thomas Baumgartner (Presidente di ANITA – Confindustria), Paolo Borchia (deputato del Parlamento europeo), Claudio Corrarati (Presidente di CNA Trentino-Alto Adige), Michl Ebner (Presidente della Camera di commercio di Bolzano), Eugenio Massetti (Vicepresidente Vicario Confartigianato Imprese), Raffaella Paita (Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati), Mario Pozza (Presidente Unioncamere Veneto) e Paolo Uggè (Presidente di Conftrasporto – Confcommercio) –  è emersa la convinzione condivisa che il Brennero è la principale rotta commerciale via terra per l’Italia. Per questo motivo il corridoio riveste una particolare importanza strategica per l’economia italiana.

“L’evento odierno evidenzia la buona collaborazione delle Camere di commercio italiane con il Governo, i rappresentanti politici e le associazioni economiche nella ricerca di soluzioni condivise, finalizzate a rendere il corridoio del Brennero efficiente e sostenibile – è emerso durante il dibattito -. Ma una cosa va detta chiaramente: non possiamo e non intendiamo accettare divieti di circolazione unilaterali e discriminatori che violano il diritto comunitario”.

Durante la discussione i rappresentanti di economia e politica hanno espresso le loro perplessità sui divieti di circolazione, anche sotto l’aspetto delle politiche ambientali. Ad esempio, sono emerse forti critiche al divieto totale di circolazione notturna previsto per i mezzi pesanti a gasolio di ultimissima generazione. A causa della mancanza di alternative sufficienti e affidabili nelle ore notturne, la logica conseguenza del divieto è la concentrazione dei TIR nelle ore diurne e quindi un aumento delle emissioni.

Inoltre, risulta incomprensibile la discriminazione degli autotrasportatori italiani rispetto a quelli con sede nella così detta “zona nucleo” in Tirolo. Questi ultimi godono di una serie di eccezioni applicate ai vari divieti di circolazione che violano in parte il diritto comunitario.

Nonostante la disapprovazione per le misure unilaterali del Tirolo, i partecipanti sono stati comunque concordi sulla necessità di un impegno comune per garantire un trasporto merci sostenibile su strada e un ragionevole trasferimento delle merci su rotaia. Tuttavia, ciò richiede la disponibilità di una alternativa ferroviaria efficiente e performante e un atto di volontà da parte di tutti gli attori lungo l’asse del Brennero.

La conferenza si è conclusa con le parole di Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome.