Il Trentino torna arancione, appello di Fugatti: non vanifichiamo gli sforzi

MAURIZIO FUGATTI PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TRENTO TRENTO 27 DICEMBRE 2018 FOTO PAOLO PEDROTTI

Da martedì 6 aprile 2021 il Trentino torna in zona arancione. Una conquista, ora ufficiale, che però non andrà vanificata dai comportamenti durante le festività pasquali. È l’appello che il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha lanciato nella conferenza stampa di oggi sul Covid. “Do un messaggio di speranza. Vediamo la luce del vaccino, gli effetti si vedono. Ma la zona rossa o arancione ha effetti pesanti per le attività economiche e commerciali, ce lo hanno confermato le manifestazioni come quella odierna. Dunque, questo risultato dobbiamo mantenerlo pensando di avere ulteriori obiettivi di miglioramento”. Stesso invito alla responsabilità anche dal responsabile Apss Pier Paolo Benetollo: “Attenti alle riunioni familiari, che sono la sfera a rischio: rimaniamo prudenti”. L’attenzione è puntata sulla settimana a seguire, dal 12 aprile, e su quanto potrà consentire per il Trentino, se i dati rimarranno incoraggianti, l’ultimo decreto legge Covid del governo. Quanto alle vaccinazioni, altra novità annunciata dal presidente: da mercoledì 7 aprile iniziano le prenotazioni al Cup per gli over70.

Dopo il dialogo di stamane tra Fugatti e il ministro della salute Roberto Speranza, nel tardo pomeriggio è arrivata la conferma ufficiale, per lettera, del passaggio già ipotizzato per il Trentino. Zona arancione da martedì 6 aprile. “Vuol dire la riapertura di tutti i negozi chiusi con la zona rossa – ha ricordato il presidente – lo spostamento libero all’interno del proprio comune, fermo restando lo spostamento per motivi di lavoro, salute e necessità da un comune all’altro, la riapertura di parrucchieri e estetisti. Restano le restrizioni ‘arancioni’ per bar e ristoranti”.

I dati continuano a migliorare, pur mantenendo la criticità per le terapie intensive. L’Rt, anticipato ieri, si aggira sullo 0.8, in calo dalla settimana scorsa, “da zona gialla”, mentre l’incidenza è scesa attorno a 220. Cruciale sarà la conferma di questi dati anche nei prossimi giorni. Il Trentino, ha fatto capire il governatore, è attento alla novità introdotta dall’ultimo decreto Covid del governo. “Il testo dice che per quei territori che hanno numeri diversi, migliorativi, rispetto alla zona arancione, il consiglio dei ministri può valutare deroghe nel senso di maggiori aperture. Lo vedremo dalle prossime settimane. Lascio quindi questo ulteriore messaggio di speranza”.

Capitolo scuole: con l’arancione tornano completamente in presenza anche le scuole medie in Trentino, le superiori funzioneranno al 50% di didattica in presenza.

Facendo gli auguri di Pasqua, e confermando l’attenzione a imprenditori e lavoratori colpiti da crisi e chiusure, il governatore ha infine ribadito l’appello alla responsabilità: “Auspichiamo di non dover tornare indietro. L’anno scorso il picco in Trentino lo abbiamo avuto il 5 aprile, quest’anno riteniamo di averlo superato. Ma dobbiamo mantenere il risultato, sapendo di avere possibilità di miglioramento”.

Benetollo ha risposto su criticità delle terapie intensive e vaccinazioni. La sofferenza dei reparti, anche con il calo dei contagi, è frutto nel ritardo naturale, di circa due settimane, a occupare i posti letto in intensiva rispetto all’ondata del contagio. Quando la diffusione del virus cala, si vede lo stesso ritardo. Caratteristica della fase attuale del Covid è l’abbassamento dell’età media dei ricoverati in intensiva. Attenti ancora nei giorni di festa alle “riunioni familiari”, ritenute a rischio: “Oltrepassiamo questa prima metà di aprile e dopo confidiamo che le cose migliorino”, ha aggiunto Benetollo.

Riguardo alla campagna vaccinale, ha analizzato il responsabile dell’Azienda sanitaria, per Pfizer-Biontech “le forniture sono regolari, costanti e in aumento”. E dalla settimana prossima l’Apss conta di avere 15.000 nuove dosi, altrettante in quella successiva. Per Moderna invece si registrano forniture irregolari e col contagocce. Quanto alle dotazioni di AstraZeneca, sono “un’incognita”. Si attendono sabato o domenica di Pasqua 12.000 dosi che verranno girate in buona parte ai medici di medicina generale per riprendere le immunizzazioni.

Giancarlo Ruscitti, dirigente del dipartimento salute, ha fatto il punto sulle varianti. “In Trentino siamo al 90% di quella inglese e non abbiamo ancora trovato la sudafricana, individuata in alcuni casi in Alto Adige”. Proseguono gli sforzi con l’Istituto superiore di sanità sulla sperimentazione dei test salivari con il Cibio. “Un’idea tutta trentina – ha concluso – di cui dobbiamo essere orgogliosi”.

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