Il Trentino in zona arancione da lunedì

Pur non avendo ancora ricevuto il Trentino comunicazioni ufficiali alle 19.00 circa di stasera il presidente Maurizio Fugatti ha confermato che il Trentino è stato classificato zona arancione. Il motivo è il rialzo dell’Rt, che ha superato la soglia dell’1. “Sappiamo che il Trentino ha vissuto momenti più pesanti di quello attuale – ha precisato il governatore del Trentino – e tuttavia era rimasto zona gialla. Oggi le ospedalizzazioni sono al 27%, quindi sotto alla soglia di allerta, mentre le terapia intensive sono al 32% circa, piuttosto lontano dal 50% e più a cui eravamo arrivati in passato. Tuttavia i 21 indicatori che concorrono a formare l’Rt non lasciano scampo. Comprendo la delusione dei cittadini. Mi sento il primo ad essere beffato, e mi vengono i brividi se provo a mettermi nei panni delle categorie economiche che devono fronteggiare questo nuovo ostacolo. Ma non posso raccogliere l’invito di chi mi chiede di fare delle ordinanze che si discostino dalla classificazione nazionale. Dobbiamo essere responsabili e non perdere la calma. La situazione va attentamente monitorata ed è quello che stiamo facendo. Non sappiamo ancora se a livello nazionale la zona arancione partirà da domenica o lunedì, ma noi in ogni caso abbiamo deciso che in Trentino varrà da lunedì. Questo anche per rispetto nei confronti di chi lavora, ad esempio i ristoratori, e si è organizzato per la domenica. Dispiace in particolar modo per la prevista riapertura degli impianti sciistici, che avevamo previsto per mercoledì. Il mondo del turismo si aspettava questo momento, ma purtroppo non è arrivato. Nelle scuole invece non cambierà nulla, si continuerà come nei giorni scorsi. La zona arancione si prolungherà per due settimane”.

Pier Paolo Benettollo, direttore generale dell’Apss, ha confermato che il trend di crescita dell’Rt è stato non enorme ma c’è stato. Rt a 1,2 significa che ogni persona contagiata potrebbe contagiarne 1,2. “La vicinanza dell’Alto Adige potrebbe avere pesato – ha detto – così come è possibile che la responsabilità possa essere in parte delle varianti del Covid-19, che non determinano un aumento della gravità della malattia ma favoriscono una maggiore diffusione del contagio”.

La vaccinazione, invece, funziona. Nelle Rsa praticamente non ci si ammala più. Oggi anche il problema delle prenotazioni è stato risolto. 3433 persone con più di 80 anni sono state vaccinate, in tutto il resto dell’Italia sono circa 50.000. Questo significa che in proporzione sono state vaccinate in Trentino dieci volte più persone che nel resto del Paese.

Le vaccinazioni a domicilio, decise dal medico di medicina generale, sono più lente di quelle effettuate nei centri vaccinali. Ma anch’esse sono partite.

In totale, ha detto l’assessore alla salute Stefania Segnana, si sono prenotate al Cup 11545 over 80 (per la prima e la seconda dose di vaccino). Un ottimo numero, che conferma quanto la gente ci tenga a vaccinarsi e quanto il sistema stesso si sia assestato. Sono arrivate anche le attese 2200 dosi di AstraZeneca, di cui la metà già distribuite per vaccinare il personale dei nidi e delle scuole materne. Il vaccino viene gestito dai medici di medicina generale.