Il Governo proroga lo split payment fino a giugno 2023. CNA Trentino Alto Adige: “Misura che danneggia le PMI”

“Nonostante i dati del Ministero dell’Economia confermino che l’introduzione dell’obbligo della fattura elettronica abbia sostenuto il gettito IVA nel 2019, l’Italia ha chiesto e ottenuto dalla Commissione Europea l’autorizzazione a prorogare lo split payment di altri due anni fino a giugno 2023”. Lo rende noto la CNA Trentino Alto Adige, che, in linea con CNA nazionale, disapprova la decisione del Governo di prorogare lo split payment.

Il Governo aveva riconosciuto, anche nel Documento di Economia e Finanza per il 2020, che grazie al contributo della fatturazione elettronica il gettito IVA sugli scambi interni era cresciuto di 3,6 miliardi segnando un incremento del 3% rispetto all’anno 2018.

“Era pertanto ragionevole attendersi finalmente – sostiene Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale – l’abrogazione dello split payment, del reverse charge e della ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per lavori edili, dal momento che la fatturazione elettronica aveva già dato prova di realizzare un efficace contrasto all’evasione IVA. I danni finanziari provocati alle imprese dalla proroga sono e saranno ingenti. L’IVA relativa alle operazioni di split payment ammonta infatti a 12 miliardi che determinano l’impossibilità di compensazione con la corrispondente IVA pagata ai fornitori: 12 miliardi che rimangono nella disponibilità della PA e sottraggono preziosa liquidità alle imprese. Si prolungano misure che non sono a sostegno delle PMI”.

La CNA esprime “profonda disapprovazione per la decisione del Governo che non ha tenuto conto delle sollecitazioni già manifestate in passato e continuerà a sostenere e lottare per l’abrogazione dello split payment e delle altre misure inutili per lo Stato e dannose per le imprese”.