Decreto Semplificazioni, CNA dice no alla liberalizzazione dei subappalti e ai salari con contratto unico di cantiere

CNA Trentino Alto Adige apprezza la volontà del Governo di rendere più snella e veloce la macchina pubblica per realizzare la mole di investimenti prevista nel Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che avrà effetti importanti anche nelle Province di Trento e Bolzano. “È ai limiti del paradosso – avverte Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale – la necessità di interventi legislativi straordinari per realizzare opere in tempi congrui, ma non possiamo concordare con provvedimenti che liberalizzano il subappalto e introducono il contratto unico di cantiere”.

CNA ha ribadito davanti alle Commissioni affari costituzionali e ambiente della Camera le perplessità sul Decreto Semplificazioni, sottolineando che il provvedimento contiene interventi complessi ed eterogenei.

“Su alcune misure – argomenta Corrarati – esprimiamo critiche e riserve confidando in correzioni nel corso dell’iter parlamentare. In particolare sulle modifiche al codice appalti con la liberalizzazione del subappalto che rischia di premiare imprese prive di capacità organizzativa, che trasferiscono sulle più piccole responsabilità ed oneri di cui dovrebbe farsi carico direttamente l’impresa aggiudicataria. Si condanna il mondo della micro e della piccola impresa ad un ruolo di subalternità rispetto alle poche grandi imprese rimaste, peraltro prive di effettiva capacità realizzativa. I ritardi non sono di certo causati dalle PMI, che semmai sono una risorsa. I cantieri si bloccano perché, già in sede di aggiudicazione, chi è arrivato secondo o terzo può, se dotato di un valido team di legali, rallentare o invalidare la gara d’appalto, visto che il pronunciamento della giustizia amministrativa arriva dopo mesi e mesi, a volte anni. Oppure il fallimento o concordato dell’impresa aggiudicataria impedisce di proseguire. Problemi che conosciamo bene anche in Trentino Alto Adige”.

CNA inoltre critica l’introduzione dell’obbligo per il subappaltatore di garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali, riconoscendo ai lavoratori il trattamento economico e normativo previsto per il contraente principale, compresa l’applicazione del medesimo CCNL. “E’ una norma che, di fatto, impone il contratto unico di cantiere, comprimendo il principio costituzionale della libertà sindacale e in netto contrasto con l’art. 1322 del Codice Civile in materia di autonomia contrattuale- afferma CNA -. Disposizione ancor più inaccettabile e incomprensibile per i CCNL dell’artigianato, sottoscritti con le organizzazioni sindacali più rappresentative anche a livello territoriale con ulteriori integrazioni”.  

Sul Superbonus 110%, CNA “apprezza l’estensione della platea dei beneficiari ai servizi socio-sanitari e assistenziali. Tuttavia, segnala la necessità di ricomprendere gli immobili strumentali all’attività d’impresa, così come il settore turistico-ricettivo per consentire alle strutture di qualificare ulteriormente l’offerta e migliorare la competitività”.

A giudizio della CNA occorre una maggiore semplificazione delle procedure statali e regionali mentre preoccupano alcune disposizioni come “la mancanza di chiarezza della norma per quanto attiene agli effetti che potrebbero scaturire in capo all’impresa che abbia eseguito i lavori, inconsapevolmente, su immobili oggetto di difformità. Sarebbe preferibile attribuire tempi certi per l’accesso agli atti, accelerando i processi amministrativi, e permettere di sanare eventuali piccole difformità che emergessero anche in corso d’opera”.