COVID19 – L’emergenza sta facendo aumentare la disoccupazione. Ripartire si può

Nella conferenza stampa di venerdì 1 Maggio 2020, il Presidente Fugatti ha ribadito che è stato impostato un “percorso autonomo” in merito alla differenziazione di scelte in base al territorio.

Chiaramente dovrà continuare una stabilizzazione del contagio e si dovrà dimostrare una capacità sanitaria – quindi diagnostica e di monitoraggio – per poter anticipare le aperture.

Se verrà assicurata una stabilizzazione da qui al 18 Maggio, si potrà parlare di un’anticipazione delle aperture; a tal proposito, da lunedì 4 Maggio sono previsti Tavoli Tecnici sulla sicurezza per bar, ristoranti, parrucchieri ed estetiste allo scopo di assicurare delle riaperture in sicurezza.

L’emergenza Coronavirus ha impattato pesantemente sull’occupazione già da Marzo; l’occupazione tra i “piccoli” si è ridotta dello 0,4% rispetto a febbraio. In sei anni di monitoraggio la prima volta con il segno meno nel periodo gennaio-giugno. Il calo è frutto di un calo della domanda di lavoro (-24,8 % su base annua) e dedlla mancata sostituzione di lavoratori andati in pensione o con contratto a tempo determinato scaduto. Una tendenza destinata a prolungarsi, aggravata  dai licenziamenti che si abbatterà, con ogni probabilità, anche sulle posizioni a tempo indeterminato a partire dalla metà di maggio.

La finanza pubblica non potrà offrire un sostegno illimitato nel tempo a un sistema produttivo che sta soffrendo lo stallo pressochè totale della domanda interna e la grave debolezza di quella estera. Diventa indispensabile, quindi, stilare un programma di graduale ripartenza.

Perché, con la collaborazione di tutti, ripartire si può.

Un giorno chiesero a Sigmund Freud di sintetizzare la sua “ricetta” per difendere l’uomo dai mali oscuri che affiorano dal profondo.

Lieben und arbeiten”, “amare e lavorare” fu la risposta del fondatore della psicoanalisi. È ,guarda caso, la stessa formula proposta all’uomo dal Nuovo Testamento, che pone al centro del suo messaggio amore e lavoro.