COVID-19 – CNA Fita: gli autotrasportatori non possono farsi carico delle inadempienze della committenza

Patrizio Ricci, presidente Nazionale CNA Fita, ha inviato quest’oggi alle Ministre dei Trasporti e dell’Interno una richiesta di richairimenti. 

“Il veloce susseguirsi dei provvedimenti adottati per contrastare e contenere l’emergenza epidemiologica in corso, sta determinando il diffondersi di dubbi interpretativi in merito al trasporto delle merci, in particolare di quelle derivanti dalle lavorazioni delle imprese di cui è sospeso il ciclo produttivo”.

“Non vorremmo che si creasse lo stesso problema che stiamo registrando nel settore dei servizi pubblici non di linea, dove le norme sulle limitazioni della mobilità delle persone, hanno già causato l’applicazione dell’articolo 650 c.p. nei confronti di autisti professionali di noleggio con conducente ritenuti responsabili di non aver verificato la legittimità dell’autodichiarazione dei loro clienti”.

“I conducenti del trasporto merci, dei taxi, degli NCC auto e bus, non possono essere chiamati a verificare l’esistenza e la correttezza di documenti che giustifichino la conformità del trasporto di merci e persone, alle misure restrittive introdotte per contenere e debellare questa emergenza sanitaria”. 

CNA Fita sollecita un tempestivo ed autorevole intervento affinché sia fatta chiarezza sia sulle merci trasportabili – dopo il DPCM 22 marzo 2020 ed il suo addendum del MISE del 25 marzo – sia sul fatto che la responsabilità di eventuali inottemperanze delle norme di contenimento, ricadono esclusivamente sui mittenti-committenti.