COVID-19 – Installazione Impianti, dubbi sulla classificazione Ateco

L’allegato 1 del Dpcm 22 marzo 2020 lascia troppa indeterminatezza relativamente alle attività consentite o sospese.


Per quanto concerne il settore installazione impianti, il riferimento al codice ATECO 43.2 non risolve in alcun modo il dilemma di molti nostri imprenditori in merito alla possibilità o meno di proseguire la propria attività.

Nel codice 43.2 sono infatti ricomprese tutte le attività di installazione, manutenzione e riparazione degli impianti e, ad una interpretazione letterale della declaratoria, per il nostro settore non cambierebbe nulla. In attesa di una definizione più compiuta circa le attività, anche tra quelle comprese dal codice ATECO 43.2, la cui prosecuzione è consentita, la nostra interpretazione è che vada mantenuta l’operatività di quelle relative a garantire la sicurezza degli impianti e di conseguenza degli utenti.

In pratica, riteniamo che vadano sospese tutte le attività di installazione di nuovi impianti, anche in cantiere, e quelle relative ad interventi per l’efficienza energetica, mentre siano da ritenersi consentite quelle relative ad interventi di manutenzione e riparazione che rivestano carattere di urgenza. Facendo un esempio pratico, se una caldaia perde gas o un corto circuito ha messo fuori uso un impianto elettrico l’intervento di riparazione va garantito, mentre l’adeguamento o l’ampliamento di un qualsiasi impianto, sia esso elettrico, termico, elettronico o di condizionamento, sono attività che a nostro avviso rientrano tra quelle sospese.

Molte nostre imprese, comunque, hanno già preso decisioni di sospensione dell’attività anche in assenza del Dpcm del Governo; va considerata anche la non volontà dei nostri imprenditori di mettere a rischio la salute dei propri dipendenti, soprattutto in caso di impossibilità nel garantire loro i dispositivi di protezione individuale (guanti monouso e mascherine) necessari.

Per quanto riguarda i problemi relativi alla sospensione dei lavori ed alle responsabilità future derivanti da danni a persone e cose causati dal malfunzionamento di un impianto sul quale non è stato possibile, e non per volontà dell’imprenditore, effettuare il programmato intervento di manutenzione vi rimandiamo alle considerazioni già espresse nel Vademecum per le imprese che vi abbiamo inviato.