COVID-19 CNA Trentino: aziende, imprenditori, autonomi e lavoratori stufi di essere presi in giro

Le donazioni destinate all’Azienda Sanitaria per far fronte all’emergenza Covid, ammontano a 7 milioni e ad oggi, 21 Aprile, sono 15.318 le domande di bonus alimentare.

Oltre al timore di infezioni di ritorno, ci si chiede perchè, considerata la fondata paura di un aumento dei contagi, le cure per il Covid19 non possano essere date anche dai medici di base; visto e considerato che il Presidente del Consiglio ha stabilito che mascherina e distanziamento sociale devono essere mantenute fino al vaccino.

Oltre al danno, la beffa!

Costretti alla chiusura, al 3 maggio molti sono gli imprenditori totalmente chiusi da 8 settimane, senza incassi e con spese fisse da pagare. Tante imprese anche se chiuse hanno continuato a pagare gli stipendi ai dipendenti, prima mettendoli in ferie e poi anticipando la cassa integrazione per evitare di mettere in difficoltà le famiglie dei propri collaboratori. Ancora una volta gli imprenditori si sono mossi con forte senso di responsabilità sociale ed ancora una volta sono stati presi in giro dallo stato che ha solo annunciato ma finora non ha dato quasi nulla.

Aziende, imprenditori, lavoratori autonomi e dipendenti è ora che si coalizzino per gridare a gran voce BASTA essere presi in giro.

Non possiamo aspettare i lunghi tempi di accordi europei o MES si MES no, le aziende e le imprese hanno bisogno subito di liquidità a compensare le perdite subite e che subiranno, l’unico modo è dare finanziamenti a fondo perduto. Se non viene fatto questo le aziende moriranno di debiti e l’effetto domino sarà catastrofico.

Basta annunci servono soldi veri e subito e serve aprire tutto il 3 maggio. Le imprese e gli imprenditori sanno fare il proprio lavoro hanno responsabilità sociale e quindi adotteranno tutte le cautele necessarie a difesa della salute dei propri collaboratori e clienti. Se non si apre e si riparte si chiude e se le imprese chiudono salta il sistema Italia.

Si deve ripartire, l’economia deve ripartire, la vita sociale deve ripartire. La politica abbia il coraggio di assumersi la propria responsabilità e di non essere ostaggio dei comitati tecnici.

La soluzione c’è ed è: ripartire subito senza se e senza ma, finanziamenti a fondo perduto rapidi, riduzione reale ed immediata della pressione fiscale del 50%, immettere liquidità nell’economia tramite investimenti pubblici e pagamenti degli arretrati. Se così non sarà le conseguenze rischiamo siano irreversibili con perdita della tenuta della coesione sociale.