COVID-19 – Acconciatura ed estetica, chiarimenti sulla vendita prodotti a domicilio

A seguito della continua evoluzione normativa, del procrastinarsi delle sospensioni delle attività, nonché delle richieste di chiarimento da parte di diversi colleghi abbiamo ritenuto utile, con la task force CNA, approfondire la questione della vendita a domicilio di prodotti per l’acconciatura e l’estetica e la questione della produzione in laboratorio di prodotti per l’acconciatura e l’estetica.

Vendita a domicilio di prodotti per l’acconciatura e l’estetica

Nelle FAQ relative al decreto #iorestoacasa dell’11 marzo scorso (attualmente in aggiornamento con le nuove disposizioni introdotte dal Dpcm del 22 marzo u.s.), pubblicate sul sito del Governo, si chiarisce che i negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità e che quindi sono temporaneamente chiusi al pubblico, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio nel rispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Chi organizza le attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente o una cd. piattaforma – deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro.

Tuttavia, riteniamo opportuno segnalare che l’entrata in vigore del Dpcm del 22 marzo u.s. potrebbe rendere necessaria una diversa valutazione del disposto normativo anche alla luce della ratio che ha mosso il legislatore nell’adozione di questo ultimo provvedimento.In particolare nella valutazione emergono i seguenti aspetti:

• La ratio del Dpcm del 22 marzo u.s. è chiudiamo le imprese, facciamo lavorare solo le attività produttive essenziali e quelle accessorie alle essenziali;

• A seguito dell’entrata in vigore del Dpcm 22 marzo u.s. si segnala una recrudescenza dei controlli e la comminazione di sanzione che vanno dai 400 ai 3.000 euro;

• Le sanzioni possono essere effettuate anche dalla polizia municipale;

• Abbiamo ricevuto segnalazioni di operatori multati per il solo fatto di essere in negozio, pur soli, chiuso;

• Alcune Regioni, Province e Comuni hanno adottato approcci ulteriormente restrittivi per evitare tutti gli spostamenti non essenziali;

• In alcune Regioni, come la Campania, non è possibile effettuare neanche consegne a domicilio per alimentari.

Ciò detto appare rischioso consigliare agli operatori di proseguire con la vendita a domicilio dei prodotti normalmente venduti in negozio. Ciò vale tanto più se il comune di residenza fosse diverso da quello di lavoro. Pertanto il consiglio è quello di scoraggiare eventuali richieste in tal senso.

In ogni caso volendo proseguire l’attività di vendita a domicilio, un ulteriore consiglio potrebbe essere quello di integrare la SCIA di commercio al dettaglio, con:

– commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet (codice Ateco 47.91.10);

– commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono (codice Ateco 47.91.30).

Resta inteso che, se non è stata mai esercitata alcuna attività di commercio al dettaglio, non è possibile presentare ora la SCIA in maniera retroattiva e quindi, in altre parole, non è possibile iniziare a vendere prodotti a domicilio se per gli stessi non era già prima dell’emergenza presente una SCIA per la vendita in negozio.

Ulteriore consiglio per chi volesse proseguire con l’attività di vendita a domicilio è quello di avvalersi di un corriere e non effettuare personalmente la consegna, perché laddove i controlli locali ritenessero opportuno comminare una sanzione, almeno si eviterebbe l’aggravante per uso del mezzo proprio.

Produzione di prodotti per l’acconciatura e l’estetica

Ci è stato segnalato il caso di operatori che oltre all’attività di acconciatura/estetica hanno anche il laboratorio per produrli. Tali imprese, per continuare ad operare con qualche margine di sicurezza in più, dovrebbero avere nella visura aziendale presso la CCIAA un secondo codice Ateco (20.42.00 _ Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e simili).

In questo caso è possibile dare una lettura diversa al disposto normativo. Si può infatti ritenere che chi è in possesso di questo secondo codice Ateco ed è quindi autorizzato, per decreto, a fabbricare i prodotti in questione, è conseguentemente, autorizzato anche a venderli.

Rispetto a questa fattispecie può, pertanto, configurarsi l’ammissione della vendita a con apposito nastro bianco rosso e l’indicazione scritta di attività sospesa e chiusa al pubblico. Per i motivi precedentemente esposti, il consiglio, anche in questo caso, è di avvalersi di un corriere per l’attività di consegna. domicilio. Se il laboratorio si trova nello stesso locale in cui normalmente si effettua l’attività di acconciatura o estetica l’accortezza dovrebbe essere quella di delimitare lo spazio a ciò destinato con apposito nastro bianco rosso e l’indicazione scritta di attività sospesa e chiusa al pubblico. Per i motivi precedentemente esposti, il consiglio, anche in questo caso, è di avvalersi di un corriere per l’attività di consegna.