Coronavirus: ulteriori misure per contenere il contagio. Le imprese possono operare, ma con le dovute precauzioni

Disposte ulteriori misure governative per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19. In Alto Adige cittadini e imprese chiamati a tenere comportamenti idonei.


Nuovo decreto del premier Conte

Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firmato l’8 marzo, contiene ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 che riguardano anche le provincie di Bolzano e Trento. In particolare, rispetto al decreto precedente, il nuovo documento prevede la sospensione di tutti gli spettacoli teatrali e cinematografici, la chiusura di pubdiscotechesale giochisale scommessemusei e centri culturaliRistoranti e bar potranno rimanere aperti, ma a patto di far rispettare la distanza di un metro fra le persone; in caso di violazione di questa disposizione è prevista quale sanzione la sospensione dell’attività. Il rispetto della distanza d un metro vale anche per gli esercizi commerciali, che inoltre dovranno contingentare gli accessi per evitare assembramento di persone. A chi accompagna i pazienti nei reparti di pronto soccorso è fatto divieto di sostare nelle sale di attesa, limitate dalle direzioni delle strutture gli accessi di parenti e visitatori nei luoghi di degenza per anziani. Per quanto riguarda i luoghi di culto, infine, sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri. 

Comportamenti idonei

I comportamenti idonei per contenere e contrastare il contagio da virus Covid-19, richiesti anche ai cittadini dell’Alto Adige, mirano ad evitare assembramenti di persone in ogni luogo sia pubblico che privato e a limitare, se possibile, gli spostamenti al minimo necessario. Nei luoghi che restano accessibili, come indicato dal nuovo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rilasciato questa notte (8 marzo), deve SEMPRE essere mantenuta la distanza di 1 metro da altre persone per evitare che con lo stretto contatto si possa trasmettere il virus. Gli accompagnatori di pazienti non possono permanere nelle sale di attesa dell’accettazione e dei pronto soccorso. I parenti ed i visitatori strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani possono visitare i congiunti solo nei casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura.

Le imprese

CNA nazionale chiarisce che il DPCM non si limita ad introdurre all’art. 1 misure urgenti nella Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio- Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, ma all’art. 2 reca misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19.

Nelle zone di cui all’art.1 il DPCM impone di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, consentendo inoltre il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Pertanto, salvo che siano soggettI a quarantena o che siano risultati positivi al virus, le persone potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa.

Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione fornita ai dipendenti dai datori di lavoro, che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

Il DPCM dispone limitazioni all’orario di apertura delle attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, e la chiusura delle medie e grandi strutture di vendita, degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, nelle giornate festive e prefestive, nonché la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici, delle palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere e centri termali.

Null’altro è previsto per le altre attività economiche se non la raccomandazione ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie, nonché la facilitazione ad adottare modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti.

In altri termini, nei territori di cui all’art. 1 le imprese non devono sospendere l’attività ma devono attenersi alle prescrizioni di sicurezza previste nei confronti dei dipendenti e alle disposizioni volte a garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro tra la clientela delle strutture commerciale e degli esercizi di ristorazione e bar.

Nessuna limitazione o restrizione al transito delle merci e di tutta la filiera produttiva da e per i territori indicati dall’art. 1 è contenuta del DPCM.

Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. L’attività degli operatori addetti al trasporto è un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

Anziani, con sintomi, positivi

Persone anziane o affette da patologie croniche o molteplici sono fortemente raccomandate ad evitare di uscire dalla propria abitazione se non in caso di stretta necessità e sempre mantenendo la distanza di 1 metro da altre persone. Persone con sintomi da infezione respiratoria o febbre (maggiore di 37,5°) devono rimanere al proprio domicilio, limitare al massimo i contatti sociali e contattare telefonicamente il proprio medico curante. Questi, dopo un primo controllo, comunicheranno i casi sospetti ai servizi preposti dellAzienda sanitaria dell’Alto Adige. Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena o risultati positivi al virus.

Il decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte dell’8 marzo 2020 [PDF 3455 KB]

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