CNA Trentino Alto Adige: “Scadenze fiscali delle PMI, saldi a rischio, acconti insostenibili. Le aziende non possono versare anticipi su ricavi impossibili da programmare”

CNA Trentino Alto Adige esprime fortissima preoccupazione per le imminenti scadenze fiscali, che vanno ad inserirsi su situazioni di lockdown in Alto Adige e di forte preoccupazione in Trentino.

“Lo Stato – argomenta Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale – ci chiede non solo il pagamento dei saldi dell’attività pregressa, che sono a rischio per mancanza di liquidità, ma anche gli acconti sugli incassi futuri, del tutto ipotetici e non programmabili nel pieno di una pandemia che costringe molte aziende a sospendere l’attività dall’oggi al domani. Con grande onestà, affermo che molti imprenditori non hanno idea di quale fatturato avranno alla fine di quest’anno, figuriamoci se riescono a prevedere un 2021 che si prospetta come uno slalom tra un lockdown, una restrizione, un’apertura, un test antigenico e una quarantena”.

“Le aziende non sono in grado di prevedere guadagni e costi del 2020 e del 2021, ma dovrebbero versare adesso saldi e acconti – prosegue Corrarati -. Stato e Province Autonome si facciano carico di questa situazione che rischia di diventare esplosiva, non proponendo solo la consueta proroga delle scadenze, perché prima o poi le tasse si dovranno pagare, ma valutando l’annullamento delle scadenze stesse per le aziende costrette a sospendere l’attività o che possano dimostrare evidenti cali di fatturato. E se vogliono evitare che migliaia di imprese portino i libri in Tribunale con la motivazione che Stato e Province non le hanno aiutate, comincino a valutare in che modo si può davvero far confluire liquidità nei conti correnti aziendali, senza che questo denaro rimanga sul conto solo il tempo necessario per essere versato al Fisco”.

L’avanzata dei contagi, l’ampliamento delle regioni sottoposte a misure restrittive per contenere il virus e le iniziative autonome come quella della Provincia di Bolzano impongono un profondo ripensamento dei criteri di assegnazione dei ristori. A giudizio della CNA i meccanismi individuati nei decreti ristori non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, autonomi e professionisti che compongono le filiere colpite dalle misure restrittive.

CNA ritiene che “il crollo della domanda sta interessando segmenti sempre più ampi di mercato, tali da rendere chiaramente inadeguato il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti. “Diventa indispensabile adottare come criterio per accedere al contributo a fondo perduto – afferma la CNA – il calo di fatturato, unico strumento che effettivamente fotografa l’andamento delle imprese. È evidente che dovranno essere stanziate ulteriori e robuste risorse finanziarie per fronteggiare una situazione in rapido peggioramento. Senza interventi tempestivi e incisivi rischia di chiudere i battenti fino a un quarto del sistema produttivo”.