CNA Trentino Alto Adige: “L’unica politica economica utile è il piano di vaccinazioni. Ristori insufficienti, dobbiamo ritrovare il senso della comunità”

“Il vero atto di politica economica che ci attendiamo dallo Stato e dalle Province Autonome è definire una strategia sulle vaccinazioni, più che erogare sussidi a fondo perduto la cui entità si sta rivelando insufficiente e con criteri che escludono molte imprese dai benefici”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, in linea con quanto indicato da CNA nazionale come vera priorità per le imprese nel corso di un incontro con il sottosegretario al ministero del Lavoro e le politiche sociali, Tiziana Nisini. 

“I nostri imprenditori stanno vivendo questa fase con ansia e disperazione. E siamo convinti che si possa fare meglio di così – aggiunge Corrarati -. In Alto Adige, ad esempio, abbiamo contribuito a creare un sistema per effettuare ai lavoratori ed agli imprenditori i test antigienici su base volontaria in appositi hub fuori dalle aziende. Adesso siamo in discussione tra parti sociali, politica e Asl su come far proseguire la sperimentazione, che deve essere un ponte temporaneo verso il ripristino della normalità. Ci aspettiamo soluzioni semplici, ponderate, efficaci, senza costi per le imprese e facili da gestire, sulla scia di quanto già attuato, attingendo ai tesoretti appositamente stanziati per le misure anti-crisi”.

“Le parti sociali – secondo il presidente della CNA regionale – possono dare un contributo straordinario perché il processo di vaccinazione e di test si conformi, si sistematizzi. Ci appelliamo al senso di comunità anche nella nostra Regione. Solo così potremo uscire al più presto dall’emergenza”.

I temi sul tappeto sono tanti. CNA esprime dubbi sul tentativo di universalizzare gli ammortizzatori sociali, mettendo in discussione uno standard qualitativo che oggi è garantito grazie al Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato. Pressing anche per non irrigidire la disciplina del contratto a tempo determinato, la cui alternativa sarebbe non assumere. E ancora la necessità di formare manodopera attraverso gli istituti tecnici, ponte tra impresa e scuola. Forti perplessità anche sul salario minimo: la contrattazione collettiva è lo strumento idoneo a fissare la giusta retribuzione.

Infine la necessità di “dare coordinamento temporale tra la fine del blocco dei licenziamenti, l’erogazione dei ristori e della cassa integrazione, per non scatenare una crisi sociale senza precedenti”.

L’auspicio della CNA Trentino Alto Adige è che “a Roma, così come a Bolzano e Trento, il dialogo con le parti sociali sia continuo, affinché vengano adottate misure concertate, non imposte, che consentano a tutti di remare nella stessa direzione”.

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