CNA Trentino Alto Adige: “Le PMI non reggeranno alle nuove regole bancarie europee. Con 100 euro di scopertura per 90 giorni andranno in default anche aziende sane”

Le nuove regole bancarie europee rischiano di portare al default migliaia di imprese del Trentino Alto Adige. È urgente un cambio di rotta a livello europeo, ma sono necessari anche interventi territoriali, promossi dalle Province Autonome, per aiutare le piccole e micro imprese a patrimonializzarsi, mentre per i piccoli imprenditori è sempre più indispensabile una formazione che arricchisca la capacità di saper fare con competenze proprie del saper gestire imprese, liquidità, risparmi e flussi di cassa.

L’argomento è stato discusso ieri sera dalla Presidenza di CNA Alto Adige, riunita per tracciare il bilancio di fine anno e definire le priorità del 2021. Anche i vertici di CNA Trentino sono preoccupati per questo imminente problema.

L’intera CNA regionale è al fianco di quella nazionale, dell’Abi e delle altre associazioni di imprese che hanno inviato congiuntamente alle istituzioni europee una lettera con la forte richiesta di intervenire urgentemente su alcune norme in materia bancaria che, pensate in un contesto completamente diverso da quello attuale e caratterizzate da un eccesso di automatismi, rischiano di compromettere irrimediabilmente le prospettive di recupero dell’economia italiana ed europea, oltre che di quella regionale

La lettera rileva che il credito ha assunto un ruolo cruciale, nelle fasi più acute della crisi, per assicurare la necessaria liquidità alle imprese, private delle loro entrate o comunque investite da shock imponenti tanto dal lato della domanda quanto da quello dell’approvvigionamento dei fattori produttivi. Altrettanto essenziale, se non di più, sarà il supporto del credito nella fase successiva, per sostenere le imprese nel percorso di ripristino delle condizioni di economicità dei loro business, in condizioni di incertezza che rischiano di protrarsi per un lungo periodo.

“Occorre – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA regionale – che una serie di criticità nel quadro regolamentare bancario vengano superate per evitare che situazioni di temporanea difficoltà delle imprese si trasformino in crisi irreversibili per effetto degli automatismi incorporati in alcune norme di primo e secondo livello e in una restrizione dell’offerta di credito esiziale nel contesto attuale. Per capirci, basta uno scoperto di 100 euro per tre mesi consecutivi e l’impresa viene classificata in default dalla banca. Il tutto nasce da un Regolamento europeo del 2017 basato su linee guida del 2016, in una condizione distantissima dall’attuale crisi per la pandemia”.

Secondo la CNA “è necessario procedere immediatamente ad alcune modifiche ed adattamenti temporanei, che consentano alle banche di offrire il massimo supporto all’economia reale nel momento in cui questo è la condizione per la tenuta del tessuto produttivo. E’ urgente intervenire sulle regole relative all’identificazione dei debitori come deteriorati. Il combinato disposto di una norma restrittiva, come quella che limita a 90 giorni il periodo di ritardo di pagamento ammesso, con l’applicazione, da gennaio 2021, di nuove e più restrittive soglie per gli importi scaduti, nonché i nuovi criteri per il trattamento dei crediti ristrutturati, rischiano di determinare la classificazione a default di un numero ingentissimo di imprese, comunque sane. Queste imprese perderebbero l’accesso al credito, con quello che ne consegue in termini di prospettive di ripresa”.

E’ indispensabile evitare che, alla classificazione di un credito come deteriorato, consegua in tempi troppo stretti e predeterminati l’imposizione di coperture a carico delle banche fino all’annullamento del valore del credito (“calendar provisioning”).

“Un approccio di questo tipo, che in induce le banche a restringere i criteri di concessione del credito – afferma CNA regionale – appare particolarmente dannoso in questo momento, in quanto introduce un incentivo perverso a favore della cessione del credito, al primo segno di deterioramento, al di fuori del circuito del mercato bancario regolamentato, invece di incoraggiare la banca ad accompagnare il cliente in un percorso di ristrutturazione”.

Iscriviti alla newsletter