CNA Politiche fiscali. ISA 2020, ecco tutte le novità legate all’emergenza Covid-19

Il quadro dell’applicazione degli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità) per l’anno 2020 è stato definito. Una parte cospicua di contribuenti sarà esclusa dall’applicazione degli ISA perché si è ritenuto che i danni all’attività economica generati dall’emergenza sanitaria Covid-19 rendevano l’indice inaffidabile. Per i contributi che continueranno a confrontarsi con la premialità legata agli indicatori sintetici di affidabilità sono stati individuati specifici correttivi straordinari correlati al COVID 19.


Quali gli indicatori di base per la misurazione degli effetti della pandemia?

Queste novità sono state rese note lo scorso 9 aprile nel corso della web conference della Commissione degli esperti ISA indetta dalla SOSE. Fra tutte l’illustrazione degli interventi correttivi straordinari “COVID-19” relativi agli ISA in applicazione per il periodo di imposta 2020, in linea con quanto previsto nell’art. 148 del decreto Rilancio. La misurazione degli effetti della pandemia sulla nostra economia è stata fatta osservando l’andamento di alcuni indicatori base, quali le giornate di chiusura determinate per codice ATECO in base alle disposizioni dei DPCM del 2020, la riduzione dei ricavi/compensi 2020 rispetto al 2019 e la contrazione della produttività settoriale.

I giorni di chiusura presi in considerazione – si precisa – fanno riferimento al DL del 23 febbraio 2020 e a tutti i DPCM emanati nel periodo che va dal 4 marzo 2020 al l’11 giugno 2020, senza tener conto di quelli del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020, poiché per le attività economiche interessate da tali provvedimenti è già stata prevista l’esclusione dall’applicazione degli ISA per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, come indicato nel decreto MEF del 2 febbraio 2021 e di cui avevamo dato notizia.

Su cosa si basano i correttivi straordinari?

I correttivi straordinari che agiranno sulle funzioni di stima degli ISA 2021 possono essere riconducibili a due tipologie: la modifica degli indicatori elementari di affidabilità definiti tramite stime Panel, quindi, ricavi/compensi per addetto, valore aggiunto per addetto, reddito per addetto oppure la modifica degli indicatori elementari di anomalia definiti da soglie economiche di riferimento come durata delle scorte, analisi dell’apporto di lavoro delle figure non dipendenti, copertura delle spese per dipendente.

Esistono ulteriori cause di esclusione?

Un altro intervento straordinario è previsto per l’esclusione dall’applicazione degli ISA per il 2020 ed è legato a settori, o codici attività, in cui più della metà dei contribuenti presenta nel 2020 una contrazione superiore al 33% dell’imponibile rispetto al 2019.

Si tratta di 82 codici ATECO, di cui 3 afferenti al comparto dell’agricoltura, 7 al comparto del commercio, 33 al comparto della manifattura, 1 al comparto delle professioni e 38 al comparto dei servizi che si aggiungono agli 85 codici ATECO già individuati con il decreto MEF del 2 febbraio 2021. In totale, dunque, per l’anno 2020, sono stati esclusi dall’applicazione degli ISA 167 codici attività.

Queste cause di esclusione vanno ad aggiungersi a quelle individuate nel DM del 2 febbraio ovvero la diminuzione dei ricavi/compensi di almeno il 33% nell’anno fiscale 2020, rispetto al periodo precedente (2019); l’apertura della partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019; e l’esercizio, in maniera prevalente, delle attività economiche individuate dai codici attività riportati in un apposito elenco allegato al decreto. In sintesi, si tratta delle attività che sono state interessate dalle restrizioni (chiusura totale o riduzione dell’orario di lavoro) previste dai DPCM del 24 ottobre e del 3 novembre per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19.

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