Bonus in edilizia, CNA: “Mantenerli, trainano la ripresa”

“Intervenire sui bonus edilizi rischia di uccidere la ripresa nella culla”. A lanciare l’allarme è la CNA sulla scorta di una indagine del Centro studi della Confederazione che mette in luce l’effetto traino di questi strumenti sulla crescita economica italiana. Secondo l’indagine curata dal Centro studi della CNA, quest’anno la crescita delle spese edili di imprese e famiglie è destinata a salire del 62,7% sul 2019, anno pre-pandemia, e addirittura del 73,2% rispetto al 2020, l’anno in cui è scoppiata la pandemia quando tra febbraio e maggio il confinamento ha paralizzato l’attività nel settore delle costruzioni. In termini assoluti, a fronte dei 46,2 miliardi di euro stimati dal Centro studi della CNA per l’intero 2021, nel 2020 la spesa è ammontata a 26,7 miliardi e nel 2019 a 28,4 miliardi. Interessante anche l’analisi dell’andamento mensile di queste spese, da cui emerge l’impennata registrata a fine anno, periodo nel quale si è temuta la fine delle norme più favorevoli a imprese e cittadini.

Sul tema bonus edilizi è intervenuta negli ultimi giorni anche la filiera delle Costruzioni che si è detta molto preoccupata dall’ipotesi di cancellazione della possibilità di cedere il credito fiscale e di utilizzare il meccanismo dello sconto in fattura proprio per ecobonus e bonus ristrutturazioni. Per sottolineare i rischi di tale scelte i professionisti del settore a livello nazionale hanno preso carta e penna per chiedere al Governo di confermare questi due importanti strumenti finalizzati proprio ad agevolare il pieno e diffuso utilizzo degli incentivi fiscali mirati alla riqualificazione del parco immobiliare. Le realtà associative di settore si sono rese fin da subito disponibili a dialogare con l’esecutivo e con il Parlamento per presentare le proprio proposte di modifica e integrazione al testo della bozza del DL Bilancio su alcuni punti specifici.

Una decisione che trova l’appoggio di CNA SHV Costruzioni Alto Adige. “Il rischio altrimenti – afferma il presidente del settore Rodolfo Gabrieli – è quello di bloccare di fatto il mercato della riqualificazione del costruito di cui necessita assolutamente il nostro Paese”. Un mercato che cominciava a dare segnali molto positivi sia sul fronte degli importanti traguardi di sostenibilità socio-energetica che sul fronte del rilancio di un settore trainante per tutta l’economia nazionale, quale quello delle costruzioni. Incomprensibili appaiono quindi le limitazioni che riducono la platea dei beneficiari del Superbonus 110%.

CNA esprime contrarietà all’introduzione del tetto Isee per godere della proroga del Superbonus 110% in riferimento alle singole unità immobiliari e gli edifici funzionalmente indipendenti.  Per la Confederazione modificare continuamente le misure genera incertezza e confusione con l’effetto di frenare il percorso virtuoso. “È invece necessario – conclude Gabrieli – dare continuità al sistema degli incentivi e fissare in un orizzonte temporale certo qualsiasi evoluzione normativa”.