Bankitalia: cresciuti in regione i depositi di aziende e famiglie. CNA: “Necessario un patto tra Banche, Istituzioni e imprese per sostenere la ripresa”

“È necessario un nuovo patto tra Sistema bancario regionale, Istituzioni e imprese del territorio per fare in modo che la liquidità messa da parte da famiglie e aziende nelle fasi acute della pandemia diventi la base del rilancio dell’economia, della creazione di nuovi posti di lavoro e del consolidamento di quelli attuali”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, commentando il rapporto ”L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano”, presentato oggi dalla Banca d’Italia.

Oltre ai dati ormai consolidati del 2020 – come il calo del Pil del 10% in Trentino e dell’11% in Alto Adige, rispetto al -8,9% di media nazionale, la flessione della redditività, il calo di vendite del manifatturiero, la tenuta dell’edilizia, il crollo verticale delle attività del turismo e della ristorazione – la CNA regionale sottolinea  il paragrafo del rapporto che evidenzia: “Le imprese hanno notevolmente ridotto l’attività di investimento in tutti i settori per effetto del sensibile aumento dell’incertezza dovuta sia alla durata della pandemia sia all’intensità delle misure restrittive adottate per contrastarla”.

Il credito bancario è cresciuto del 3,9% in Trentino e del 2,2% in Alto Adige, per effetto delle moratorie e dei prestiti erogati con garanzia pubblica, in particolare ad aziende in difficoltà finanziarie, con l’ausilio dei Confidi territoriali. Un ruolo importante è stato svolto dalle banche con sede in regione, molto esposte con i settori più colpiti dalla crisi. Secondo Bankitalia “si intravedono segnali di deterioramento del credito”.

“Nel frattempo – argomenta Corrarati – In entrambe le province la liquidità detenuta dalle imprese in conto corrente è aumentata di oltre il 20 per cento. I depositi delle famiglie sono aumentati dell’8,2 per cento in Trentino e del 6,5 per cento in Alto Adige. Questa liquidità accantonata, utile certamente per consolidare le banche locali fortemente esposte, è frutto della paura di investire in una situazione di grave incertezza. Chiediamo che il Governo, la Regione e le Province Autonome facciano la loro parte per accelerare la semplificazione burocratica, la digitalizzazione e la riforma fiscale che porti ad un calo della pressione. Le banche, allo stesso tempo, devono ripristinare un rapporto di fiducia con i clienti, siano essi cittadini o imprese, erogando i crediti necessari per superare le crisi di liquidità, impostare la ripartenza, consolidare i conti aziendali e i posti di lavoro, agevolare la creazione di nuova occupazione”.

“Regole chiare a tutti i livelli – conclude Corrarati – e liquidità sono la base essenziale per programmare l’attività delle imprese, altrimenti costrette a vivacchiare in attesa dell’evolversi degli eventi, impossibilitare a svolgere anche il ruolo sociale che le compete in termini di occupazione e benessere”.