Autotrasporto, sconto di 25 cent inefficace e causa di tensioni. Caro-Carburante, CNA Fita Trentino Alto Adige preoccupata

“Lo sconto di 25 cent sul costo del carburante non ha dato un beneficio tangibile all’autotrasporto. L’applicazione della misura sta creando tanta confusione, perfino tensione, con i committenti, senza alcun vantaggio per i consumatori finali che stanno facendo i conti con rincari degli alimenti, dei beni di prima necessità e di ogni genere di prodotti. Occorre trovare correttivi urgentemente e dare adeguata informazione all’opinione pubblica”. Lo affermano Juri Galvan e Azem Celhaka, rispettivamente presidente di CNA Fita Trentino Alto Adige e presidente di CNA Fita Trasporto merci Trentino Alto Adige. Proprio stamane Si è tenuto l’incontro del Tavolo Autotrasporto convocato con urgenza dal viceministro Teresa Bellanova per discutere i criteri e le modalità di erogazione del fondo di 500 milioni di euro destinati a compensare i maggiori costi dovuti agli aumenti eccezionali dei carburanti. Unanimemente, CNA Fita e le altre associazioni hanno chiesto al viceministro che le risorse previste, oggetto di un decreto interministeriale, da condividere con il Mef ed emanare entro 30 giorni, siano impiegate nella maniera più efficace possibile per calmierare gli esorbitanti costi affinché i fondi arrivino con tempestività alle imprese di autotrasporto. D’intesa con la viceministra si è definito il metodo d’azione con cui lavorare e il bacino di beneficiari, vale a dire quanti hanno diritto al rimborso accise trimestrale per i quali la riduzione di 25 cent alla pompa sta avendo un effetto quasi nullo. Si tratta delle imprese di autotrasporto merci per conto di terzi con veicoli euro 5 ed euro 6 oltre le 7,5 tonnellate, che altrimenti rimarrebbero penalizzate.

L’articolo 1, comma 1, del Decreto Legge n°21, entrato in vigore lo scorso 21 marzo, stabilisce che la tassazione del gasolio utilizzato come carburante sia rideterminata, per tutti gli utilizzatori e per 30 giorni, da euro 617,40 per 1000 litri a euro 367,40 per 1000 litri. Questo comporta una riduzione di 25 centesimi che deve essere applicata a tutti gli acquirenti del prodotto energetico, sia che effettuino il rifornimento direttamente sulla rete dei distributori di carburanti sia che si riforniscano tramite depositi alimentati con forniture extra rete. Allo stesso tempo, però, come ribadito dall’Agenzia delle Dogane, viene sospeso il meccanismo del rimborso di 21 cent, l’aliquota ridotta di cui ordinariamente beneficiano gli autotrasportatori, temporaneamente disapplicata in quanto meno favorevole rispetto a quella rideterminata dal Decreto Legge.

“In pratica – chiosa Galvan – anziché beneficiare dello sconto di 21 cent, che di cui avremmo fruito tra tre mesi come rimborso, stiamo beneficiando di uno sconto immediato di 25 cent. Il gasolio aveva toccato 2,30 euro al litro, adesso viaggia su 1,80 euro al litro, anche perché oltre allo sconto di 25 cent c’è stato un freno alle speculazioni, ma se non torniamo a 1,50 euro al litro i rincari della merce trasportata non potranno rientrare”.

“Questa situazione – aggiunge Azem Celhaka – sta creando tensioni con i committenti, che, appena appreso dello sconto di 25 cent, ci hanno chiesto di ribassare le tariffe che avevamo appena adeguato, non comprendendo che noi autotrasportatori in cambio dei 25 cent dobbiamo rinunciare ai 21 cent di rimborso e quindi le tariffe proposte erano comprensive del rimborso di 21 cent, che invece non arriveranno. Viste le oscillazioni dei prezzi del carburante, non siamo in grado di programmare le tariffe nemmeno per una settimana. I grossisti, ad esempio, comunicano i prezzi del carburante a fine mese: non sappiamo se si adegueranno e in che modo allo sconto governativo. Così regna il caos: noi non possiamo programmare, i committenti ci chiedono di ridurre le tariffe per sconti di cui non beneficiamo e i cittadini pagano la spesa con rincari insostenibili. Occorrono correttivi urgenti”.

Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige, fa pressing sul Governo: “In una situazione di tensione generalizzata, per ogni provvedimento devono essere valutate le conseguenze. Non dimentichiamo che insieme alla categoria degli autotrasportatori vengono colpiti anche settori come quelli delle costruzioni: macchine movimento terra, mezzi d’opera e compressori usano gasolio giornalmente e non riescono a ottenere riconoscimenti dai committenti per gli aumenti prezzi. Si rischia lo stop dei cantieri”.