Al via la nuova campagna informativa di Pensplan: “Perchè il nostro domani conta. Da oggi.”

È un dato di fatto che una pianificazione previdenziale e finanziaria precoce possa migliorare la nostra vita futura. Ciò vale soprattutto in tema di copertura pensionistica. Prima ci si iscrive a un fondo pensione, maggiori sono i vantaggi. Questo il messaggio della nuova campagna informativa di Pensplan prevista per la terza edizione del mese dell’educazione finanziaria a ottobre.

Ancora molte persone non provvedono a costruirsi una seconda pensione ad integrazione di quella erogata dal sistema pensionistico obbligatorio. Questo nonostante si faccia ormai ampia pubblicità del fatto che l’assegno pensionistico medio per i lavoratori dipendenti sia in futuro di circa il 60% rispetto all’ultima retribuzione e quello degli autonomi ancora minore.


“La crisi da Coronavirus ha reso ancora più tangibili le problematiche del nostro tempo e i deficit informativi sui quali urge un intervento da parte delle istituzioni” – afferma Laura Costa, Presidente di Pensplan e continua: “Risultano quindi sempre più evidenti l’importanza e la necessità di un’adeguata pianificazione finanziaria e di una cultura del risparmio previdenziale per prevenire possibili fragilità economiche future.” Pensplan sostiene e promuove il progetto per una maggiore consapevolezza economica della popolazione nonché il rilancio della previdenza complementare all’interno di una campagna informativa nel mese di ottobre in occasione del “mese dell’educazione finanziaria”.

Nello stesso mese verranno offerti anche dei webinar in lingua italiana e tedesca sul tema. L’appello è quello di rivolgersi a un esperto previdenziale presso Pensplan e la sua rete di Pensplan Infopoint per pianificare per tempo la propria sicurezza economica di domani. Pensplan intende rafforzare il suo impegno in materia di educazione finanziaria e sviluppo della cultura previdenziale in Regione anche attraverso il coinvolgimento di una rete di partner. In particolare è prevista una collaborazione con le due Università di Economia di Bolzano e di Trento, con Banca d’Italia è pianificata una serie di interventi nelle scuole superiori in tema di educazione finanziaria e previdenziale, con l’Istituto di Ricerca Economica si realizza nel prossimo anno uno studio sulla situazione previdenziale in Regione.

Arno Kompatscher, Presidente della Regione e assessore competente per la previdenza complementare ha espresso la sua soddisfazione per il crescente numero di adesioni ai fondi pensione istituiti in Regione nonostante la crisi degli ultimi mesi, suggerendo contestualmente comunque un attento e continuo monitoraggio della situazione. Ha espresso inoltre il suo più caloroso augurio di successo alla campagna informativa di Pensplan e per le collaborazioni in programma, entrambi fondamentali per lo sviluppo ulteriore della cultura previdenziale in Regione.

Claudia Curi, Professoressa di Finanza all’Università di Bolzano, afferma come debba essere incentivata sia tra i giovani che tra gli adulti una maggiore cultura economica, che possa preparare meglio la collettività a far fronte a eventuali momenti di crisi finanziaria. In particolare riporta come da recenti studi di settore siano risultati essere in particolare le donne e i giovani a essere esposti a situazioni di emergenza economica. Maurizio Silvi, Vicedirettore della Filiale di Banca d’Italia a Trento, illustra i dati relativi alle capacità di risparmio dei cittadini della Regione, che risulta invariata nella prima metà dell’anno nonostante la crisi ed evidenzia come la nostra popolazione disponga di scorte consistenti. Risulta fondamentale comunque promuovere una pianificazione finanziaria mirata per affrontare futuri possibili bisogni.

Matteo Ploner dell’Università di Trento spiega la diffusa tendenza a voler posticipare qualsiasi scelta finanziaria. Attraverso alcune precise strategie come il cosiddetto nudging e l’educazione finanziaria in generale le persone possono essere però stimolate a provvedere per tempo alla loro vecchiaia.

Georg Lun dell’Istituto di Ricerca Economica presenta l’iniziativa “Scuola ed Economia”, che realizza una serie di iniziative nelle scuole dell’Alto Adige per trasmettere una maggiore consapevolezza sugli aspetti economici base, con l’obiettivo in futuro di affrontare sempre di più approfonditamente il tema dell’educazione economica e finanziaria. Lo sviluppo attuale della previdenza complementare in Regione Anche se il numero delle adesioni ai fondi pensione istituiti in Regione è più alto rispetto al resto d’Italia, c’è ancora molto da fare, afferma Costa e porta due esempi concreti relativamente a posizioni sulle quali non viene versata una regolare contribuzione e adesioni al fondo pensione con il solo conferimento del TFR, che confermano l’urgenza di adeguate misure di informazione e di sensibilizzazione, anche in sinergia con i fondi pensione del territorio regionale. Il 20% degli iscritti non ha effettuato un versamento contributivo al proprio fondo pensione nel 2019. Altri 16.000 gli aderenti conferiscono il solo TFR al fondo pensione, rinunciando quindi al contributo del datore di lavoro, che risulta dovuto solo nel caso di versamento di una quota anche minima di contribuzione a carico del lavoratore aderente al fondo pensione.

Molto incoraggianti invece i dati sulle adesioni ai fondi pensione istituiti in Regione registrati negli ultimi tre mesi. Dopo il brusco arresto nelle nuove iscrizioni durante i primi mesi dell’emergenza sanitaria da Covid-19, sono ora decisamente in netta ripresa, uguagliando o in taluni casi addirittura superando ampiamente i numeri degli anni precedenti. Con quasi 253.000 iscritti l’incremento delle adesioni ai fondi pensione istituiti in Regione da inizio anno risulta pari al 3%.

Continua a risultare in calo rispetto agli anni precedenti il numero degli aderenti ai fondi pensione che hanno richiesto una liquidazione della propria posizione maturata presso il fondo pensione (riscatto, prestazione pensionistica per pensionamento e anticipazioni). In particolare le richieste di riscatto e prestazione pensionistica per pensionamento dall’inizio dell’emergenza sanitaria a fine agosto sono diminuite del 17% rispetto allo stesso periodo nel 2018 e nel 2019, mentre quelle per anticipazione del 39%. Per quanto riguarda le richieste di trasferimento ad altro fondo pensione e switch ad altro comparto di investimento i dati risultano in linea con gli anni precedenti. Questo significa che gli aderenti non hanno reagito all’andamento dei mercati e alla negatività di questo momento con scelte affrettate dettate dall’incertezza e dalla paura. Ora bisogna attendere lo sviluppo della situazione economica dei prossimi mesi, per pianificare iniziative mirate di informazione e supporto alla popolazione, laddove necessario, conclude Costa.